#BCM16 Condivisione: sostantivo femminile.

Seduta alla scrivania, nel silenzio del mio studio, fatico a riordinare i pensieri dopo un fine settimana intenso e ricco di stimoli in quel di Milano.  Prima del rientro ho gettato alla rinfusa in valigia idee, progetti, stimoli, sorrisi, abbracci e ora, ancora stordita, li prendo fuori uno ad uno, cercando di collocarli con ordine in una quotidianità frenetica, timorosa di smarrirne qualcuno.

Questi due giorni a Milano, in occasione del Book City, sono stati la ciliegina su una torta fatta di settimane intense, fitte di impegni, ostacoli da abbattere, successi, nuovi progetti. Sono stanca, ma motivata e, sebbene questo silenzio dopo giorni di chiacchiere sia quasi inquietante, non posso che definirmi una persona felice.

img_5149Il tour milanese è iniziato sabato mattina, con la presentazione del romanzo Le regole del tè e dell’amore della bravissima Roberta Marasco. Sala piena alla Teiera Eclettica di Via Melzo, tra profumi e parole. Roberta è una grande oratrice, chiara e coinvolgente. Con la scrittura ha intrapreso un percorso interiore che l’ha spronata a prendere per mano le proprie emozioni e a dare loro luce e ossigeno. E regalare a noi romanzi delicati e intensi.

img_5160Il pomeriggio è proseguito tra le sale del MUDEC, il Museo delle Culture, ad ammirare le foto dell’esposizione Children – The circle of love, una mostra che illustra spaccati di vita quotidiana di bambini di vari paesi del mondo e che è finalizzata alla raccolta di fondi per sostenere lo studio e la cura della leucemia dei bambini. Il mio amore per la fotografia ha trovato di che gioire, tra quelle immagini: la capacità di cogliere emozioni, sensazioni, parole tramite un obiettivo è un dono di grande valore e ognuno di quei visi è stato in grado di comunicarci qualcosa di sé, a dispetto della distanza materiale e temporale.

Il tempo è volato ed eccoci alla Triennale per un altro incontro al img_5189femminile targato EWWA in un ambiente suggestivo e prestigioso. Il tema dell’evento era L’ Autore Ibrido: case editrici tradizionali, digitali e self-publishing. Alessandra Bazardi, una delle socie fondatrici della European Writing Women Association, ha condotto la serata davanti a un pubblico folto e attento. Le autrici presenti ci hanno parlato della loro esperienza con le case editrici tradizionali e con il vasto mondo del self, sottolineando l’importanza della professionalità e dell’impegno e le potenzialità dell’essere “imprenditrici di se stesse” in un mondo che sta vivendo profondi cambiamenti, in cui tutto sembra incerto e precario ma sotto la cui superficie esistono opportunità da cogliere e sfruttare per attuare il cambiamento ed essere preparate al futuro.

15079043_10209925167518664_1523561604678445059_nAncora un panel al femminile domenica mattina a Palazzo Mezzanotte per l’evento Editoria: sostantivo femminile. Désirée Pedrinelli, del blog letterario Lettrice al Contrario, ha raccolto attorno a sé autrici, editor e giornaliste per parlare del quanto mai attuale tema della letteratura femminile.  I pregiudizi sono duri a morire, ma parlare, scrivere e leggere di emozioni non è sinonimo di debolezza, fragilità, insicurezza. Non esistono libri per sole donne o per soli uomini.  Leggere e scrivere ciò che appaga,  fa stare bene, veicola messaggi e stimoli non dovrebbe avere nulla a che fare con i geni X e Y.

Purtroppo non ho potuto fermarmi a lungo all’evento organizzato da zestZest Letteratura nell’Aula Magna del SIAM (Società d’incoraggiamento Arti e Mestieri) a proposito di resilienza, un tema a cui tengo in modo particolare. La capacità di adattarsi al cambiamento, di far fronte a eventi traumatici in maniera positiva, essere in grado di riorganizzarsi e ricostruirsi senza perdere la sensibilità, l’ottimismo e la propria identità dovrebbe essere insegnata e fatta propria fin dall’infanzia. Adattabilità, elasticità, intraprendenza, determinazione: a mio parere strumenti indispensabili per la sopravvivenza.  Sono sicura ci saranno altre occasioni per affrontare l’argomento con Antonia Santopietro, fondatrice di Zest e consulente editoriale, nonché cara amica. Almeno ho potuto abbracciarla con affetto prima di precipitarmi all’evento successivo: In rosa che (non) ti aspetti: chiacchiere e reading con le autrici.

palazzo-mezzanotteCorrere da un evento all’altro, da una sede all’altra ha fatto si che il panico non prendesse il sopravvento. Ma entrare a Palazzo Mezzanotte, sede della Borsa, e scendere nell’Area Scavi dove si teneva l’incontro mi ha riportata bruscamente alla realtà.  Per quanto io sia dotata di parlantina sciolta e chiacchiera facile, parlare in pubblico mi mette sempre in agitazione, soprattutto se di fronte a un’aula piena e attenta e tra colleghe in gamba e molto intelligenti. L’evento è stato inserito all’interno dell’aria tematica dal titolo “Investire in titoli”. Da qui la domanda che ci è stata rivolta:” In che modo la scrittura rappresenta per ognuna di voi un investimento?” Difficile contenere gli interventi entro i pochi minuti concessi, ma su un punto tutte noi abbiamo concordato: investire nella scrittura ha dato tanto in termini di crescita personale, appagamento, felicità. Per quanto tutte desiderose di poter raggiungere il fatidico momento in cui dire che siamo in grado di mantenerci con la scrittura, ma consapevoli di quanto sia difficile, non perdiamo di vista l’altro lato della medaglia, ossia quanto ci piace scrivere e quanto sia importante ritagliare, nella vita, uno spazio dedicato a noi stesse, al nostro appagamento.

1 Quando mi sono fermata a riflettere su cosa significasse per me la scrittura, lontana dalle luci dei riflettori, con tutto il tempo e la lucidità per fare una analisi sincera, ho potuto constatare che, da quando ho iniziare a scrivere per un pubblico, io sono una persona diversa. In questi anni ho ricominciato a studiare, a mettermi in gioco, ad ascoltare le persone, a riflettere sulle loro ragioni, per quanto contrarie alle mie. Ho scoperto un mondo di relazioni, sfide e bellezza che rischiavo di non conoscere mai se mi fossi lasciata trascinare dalla corrente individualista che caratterizza la nostra società. Perché la scrittura, come tutte le forme d’arte, per quanto preveda momenti di creazione solitaria, è un universo di relazioni, condivisioni, collaborazioni, contaminazioni. Senza l’arricchimento che ne deriva io, personalmente, avrei più difficoltà a trarre gli spunti per sollecitare la fantasia. Ma soprattutto non avrei potuto respirare l’atmosfera che c’era attorno a quel tavolo. Con le mie colleghe della casa editrice Emma Books non ho molte occasioni di incontro, nemmeno con quelle con cui ho approfondito la conoscenza e l’amicizia. Abitiamo spesso distanti e abbiamo tutte vite piene e frenetiche. Ma, sedute a quel tavolo, l’intesa e l’armonia sono state tali da fare credere il contrario. Risate, lacrime, empatia, affetto, sostegno: abbiamo involontariamente entusiasmato il pubblico e commosso pure la nostra direttrice editoriale. Oltre a noi stesse.

emmeEmma Books è l’esempio di come la condivisione al femminile possa avere successo e ottenere risultati importanti, tanto a livello imprenditoriale quanto a livello umano. Quale definizione migliore per il termine investimento?

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2 pensieri su “#BCM16 Condivisione: sostantivo femminile.”

  1. Mi accorgo solo adesso di questo bellissimo post, grazie Sabrina! Grazie di cuore per essere venuta alla presentazione e grazie perché è sempre bello essere insieme fra le Emme. Non vedo l’ora che ci sia una nuova occasione!

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