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La Bastarda degli Sforza – Carla Maria Russo

imagesMi fa piacere parlare di questo bellissimo romanzo proprio nella Giornata mondiale del Libro. Avevo già letto due opere di Carla Maria Russo, Il Cavaliere del Giglio e La Sposa Normanna, ed ero rimasta colpita dalla bravura dell’autrice e dal fascino delle storie. Ma La Bastarda degli Sforza mi ha letteralmente folgorata. Caterina Sforza è una donna incredibile, determinata, coraggiosa, appassionata: non per niente era stata soprannominata la Tygre. Una donna con gli attributi insomma. E io adoro queste caratteristiche. Certo, essendo stata Signora di Imola, la mia città, non ero all’oscuro delle sue gesta, ma Carla Maria le ha romanzate in maniera talmente affascinante che, quando la lettura è terminata, in un momento anche piuttosto critico, mi sono sentita come un bambino privato del suo giocattolo preferito: indispettita! Per fortuna ho già tra le mani il seguito, I Giorni dell’amore e della guerra, che sono certa terminerò a breve!

Non ho altro da aggiungere se non che consiglio la lettura a tutti, anche ai non appassionati del genere storico, perché il romanzo è scritto magistralmente. E Carla Maria Russo è una bravissima scrittrice e una persona splendida.

“1463. In una Milano splendida e in subbuglio dopo l’ascesa al potere di 800px-Caterina_SforzaGaleazzo Maria Sforza, tiranno crudele e spietato ma anche amante delle arti e della musica, nasce Caterina, figlia illegittima di Galeazzo, la quale fin da bambina dimostra qualità non comuni e uno spirito ribelle: impossibile imbrigliarla nell’educazione che sarebbe appropriata per una femmina, ama la caccia, la spada, la lotta. Una sola regola sua nonna Bianca Maria riesce a inculcarle nell’animo: la necessità, per una nobildonna, di pagare il privilegio della sua nascita accettando il proprio destino, qualunque esso sia, per il bene del casato cui appartiene, anche a costo di tradire la propria natura. Per questo, quando è costretta a nozze forzate per salvare il ducato da una pericolosa guerra scatenata dal papa Sisto IV, Caterina subisce il matrimonio e, con esso, gli orrori perpetrati dal marito, che si rivela tanto violento quanto pavido e imbelle. Quando però, dopo la morte improvvisa di Sisto IV, loro protettore, si troverà coinvolta in una serie di feroci scontri tra gruppi di potere e opposte fazioni, il suo palazzo assalito e distrutto, la vita sua e dei figli in gravissimo pericolo, ritroverà lo spirito battagliero e il coraggio indomabile di un tempo e combatterà come e meglio di un uomo, lasciando un segno così indelebile nella vita di chi la ama e di chi la odia da guadagnarsi l’appellativo di Tygre.”

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