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“Come un quadro” : recensione a Noccioli di Ciliegie.

Il mio costante stato di corsa non è dovuto solo al fatto che ho una vita frenetica: so di essere in buona compagnia per quanto riguarda la carenza di tempo. E’ dovuto soprattutto al mio bisogno insaziabile di stare in movimento, di essere sempre proiettata avanti, con la mente e con il corpo.  Non è questo il luogo per dissertare su quante cose mi perdo e quante me ne godo solo a metà. Potremmo stare qui a lungo e io potrei anche promettere di provare a rallentare, e riuscirci anche. Per un po’. Poi ricomincerei a trottare, ma tranquilli: non ho mai costretto nessuno a seguirmi!

Noccioli_di_ciliegieMa torniamo al tema dell’articolo: una nuova recensione al mio secondo romanzo. Non seguo costantemente l’andamento dei miei romanzi sui webstore ma ogni tanto vado a curiosare. E quando ho trovato questa recensione ho dovuto sedermi (perché naturalmente  stavo facendo anche altro!) e leggerla con calma almeno un paio di volte. Emozione, commozione, gratitudine. Ho voluto assaporare ciascuna di queste sensazioni con lentezza, consapevolezza, lasciando rotolare in bocca le parole come praline al cioccolato.  Per quanto non si sia mai davvero preparati alle recensioni negative, io non lo sono nemmeno a quelle molto positive. Perché anche la gioia è un sentimento prorompente, travolgente, impetuoso.

Grazie a Simona per essersi presa il tempo di leggere Noccioli di Ciliegie e per avere scritto queste bellissime parole.

“Da poco tempo ho imparato a conoscere ed apprezzare questa scrittrice e sono assolutamente intenzionata ad approfondire questo rapporto letterario.
Ho acquistato Noccioli di ciliegie sulla scia dell’entusiasmo per “Una seconda occasione” e sono soddisfatta al cento per cento.
Questo romanzo ha risposto pienamente alle mie aspettative ed ha accentuato la mia personale stima per Sabrina, nata con la lettura della sua prima opera.
Noccioli di ciliegie mi ha stregata fin dalla prima pagina e l’incantesimo èSpeickboden (11) continuato fino all’ultima. Sabrina ha questa grande capacità di trascinarti nella trama del libro come se stesse dipingendo. Le pagine sono la tela bianca e lei con sapienti pennellate ne fa dei quadri mozzafiato. Le sue descrizioni, frutto di uno stile semplice e scorrevole, mai stucchevoli, ti portano al cinema: sembra di guardare le scene scorrere davanti agli occhi. Qualità che non è propria di tutti gli scrittori.
L’ambientazione di questo romanzo è affascinante, forse perché adoro le montagne e i personaggi, sia i protagonisti che i secondari, sono caratterizzati in maniera coinvolgente. La storia tra Clarissa e Jason potrebbe essere la storia di ciascuno di noi, un fatto realmente accaduto a qualcuno che conosciamo e credo davvero che questa sia la forza dei libri di Sabrina: storie vere.
Il titolo stesso del romanzo è un caldo abbraccio, premuroso, che ci riporta ai ricordi dell’infanzia quando la nonna ci “curava” con i noccioli di ciliegie. Un poco come succede a Jason con sua nonna.
E poi i timori, le malelingue, le amicizie, i compaesani. C’è tutto della vita reale qui dentro.
Tutto ciò che possiamo trovare dentro di noi.”

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