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Scrittura collettiva: un’esperienza di grande valore.

Se non ne fossi stata già convinta, questo nuovo evento Ewwa avrebbe dissipato ogni dubbio. Quando persone accomunate dalla stessa passione si incontrano, non può che essere un momento di grande arricchimento. E risate, complicità, idee e voglia di realizzare nuovi progetti.

La scrittura, come tante altre forme di arte, non è un lavoro così solitario come è dipinto nell’immaginario collettivo. Di questo ci hanno parlato i relatori dell’evento che si è tenuto ieri mattina alla Biblioteca di Imola, e che è proseguito nel pomeriggio in una sala dell’Università Aperta dove lo scrittore Jadel Andreetto ci ha fatto sperimentare quanto sia stimolante e divertente scrivere a più mani.  img_4711La scrittura, ci racconta Andrea Pagani, narratore, insegnante e sceneggiatore, nasce dalla suggestione continua del mondo e delle persone: le storie sono dei “furti” fatti alla vita propria e altrui. A volte rischiamo di dimenticare che l’esperienza culturale è, anzitutto, momento di condivisione, rapporto con gli altri, collaborazione, interazione, avventura collettiva. Qualsiasi lavoro artistico – musicale, letterario, cinematografico – si nutre sempre dell’incontro di numerosi cervelli, esperienze e sensibilità che mettono in comune un’idea, un obiettivo, una concezione del mondo.

Di questi incontri di cervelli ci hanno raccontato più nel dettaglio Luca Occhi e Stefano Tevini, i quali hanno collaborato per diverso tempo con alcuni collettivi letterari. Lo scrittore Luca Occhi è stato uno dei fondatori della compagnia letteraria Colonne d’Ercole il cui sputi_copertina.inddlavoro più conosciuto, Sputi: storie di disprezzo, edito dalla Bacchilega Editore, ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti in tutta Italia. Si tratta di una raccolta di racconti scritti singolarmente sul tema del disprezzo, ciascuno dei quali è stato poi editato da tutti i dieci componenti del collettivo. Un lavoro impegnativo, divertente, che ha portato anche ad accesi scontri verbali, ma che ha lasciato a tutti un bagaglio di esperienze dal valore inestimabile.

img_4712Stefano Tevini, direttore editoriale della casa editrice La Ponga, ci ha portato la sua esperienza con il collettivo Anonima Scrittori. Molto attivo sul web, grazie a forum di discussione, ha raccolto centinaia di racconti, creato pubblicazioni digitali e cartacee e portato i reading in tutta Italia. Luogo di confronto – spesso di scontro – su letteratura, editoria, storytelling e scrittura collettiva, ha realizzato diversi progetti, tra i quali Modica Quantità, raccolta di racconti brevi e brevissimi, e (r)esistenza, un manuale di racconti contemporanei.

Andrea Pagani ci ha spiegato, tra le altre cose, la nascita di un img_4713romanzo totale al quale ha collaborato, nello specifico Ti chiamerò Russel , realizzato dal collettivo Wu Ming e pubblicato dalla Bacchilega Editore. In questo caso è stato pubblicato in rete un incipit e, di volta in volta, chi lo desiderava, inviava il capitolo successivo. Tra quelli arrivati veniva scelto quello considerato migliore e da qui si passava al successivo. L’idea era nata un po’ come un concorso, un po’ come uno scherzo o quanto meno come una scommessa. Invece l’interesse collettivo è stato tale che alla fine ne è nato un romanzo.

img_4715_2Angela Catrani, editor della collana Junior della Bacchilega Editore, ci ha raccontato di un progetto molto interessante dal nome Libri Calzelunghe. L’idea iniziale era parlare della Letteratura per ragazzi a partire da una tematica comune declinata su 15 voci. Ogni articolo viene discusso, vagliato, modificato dall’esperienza e dalla sensibilità del gruppo. 15 voci che risuonano, che discutono, che si animano, che si fanno onde sonore. I risultati hanno fin da subito colpito i professionisti del settore, che leggono i contributi, li commentano e li condividono.

Dopo una prima parte così intensa una pausa era d’obbligo e le chiacchiere sono continuate senza interruzione durante il pranzo. La passione comune ha messo a proprio agio anche chi, tra loro, non si conosceva e il tempo è, come sempre quando si sta bene, volato.

img_4721Nel pomeriggio ci aspettava Jadel Andreetto, scrittore e membro del collettivo Kai Zen, nonché giornalista, musicista e insegnante di scrittura creativa che avevamo conosciuto durante il precedente workshop imolese. Jadel ci ha messo subito al lavoro, e in poche ore sono stati abbozzati personaggi, luoghi, trama, log line e titolo di un ipotetico romanzo noir-thriller. E’ stato divertente vedere al lavoro trenta menti creative e fantasiose, spronate dalla professionalità e dal carisma dell’insegnante. Non mi sono quasi accorta che fuori il sole tramontava e mi sono ritrovata a salutare tutti quasi senza accorgermene.

Non è necessario che ripeta quanto io sia stata soddisfatta e felice della riuscita di questo evento. Da più parti è stato espresso il desiderio di organizzarne altre e posso assicurare che le menti sono già al lavoro. Vi farò sapere al più presto!

Un grazie di tutto cuore a tutti!

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