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La fattoria delle magre consolazioni – Stella Gibbons

Sono tanti i motivi per i quali acquistiamo determinati libri. Apprezziamo l’autore e non perdiamo una sua uscita. Amiamo un genere ed è il primo angolo della libreria (fisica o virtuale) nel quale ci dirigiamo. Oppure siamo incuriositi dalla foto di copertina o dalla sinossi. Spesso e volentieri ci lasciamo consigliare da altri, che siano amici, recensioni, passaparola.

La scelta di questo libro è stata del tutto casuale. Mi trovavo in una libreria – cosa che mi accade sempre più di rado da quando ho due ereader e posso acquistare romanzi anche nel cuore della notte. Dovevo incontrare, per motivi di lavoro, una persona per la quale nutro una grandissima ammirazione: è un uomo brillante, intelligente, curioso, sempre alla ricerca di stimoli e risposte. È anche disponibile, divertente, coinvolgente. Insomma, un grande. Prima di salutarci abbiamo gironzolato tra gli scaffali e lo ascoltavo commentare libri, autori, copertine. Sono stata colpita da una colonnina di libri dalle copertine rosse, lucide e semplici.  Le mie lacune letterarie sono ancora immense, e non conoscevo la Casa Editrice Astoria. Ma ne sono stata incuriosita e ne ho scelto uno assolutamente a caso.

Desidero aggiungere, prima di addentrarmi nel commento al libro, che lo spirito di questa Casa Editrice mi ha ricordato un po’ EWWA, l’associazione tutta al femminile di cui faccio parte.  Qui sotto potete leggere le parole della direttrice editoriale, Monica Randi, che parla di donne, condivisione, passione.

Bizzarro, il nome Astoria. Ricorda gli alberghi, e infatti a un modestissimo

Monica Randi
Monica Randi

albergo di Francoforte è legato. Per anni un gruppetto di signore di età e nazionalità diverse si sono riunite per scambiarsi note e opinioni sulla fiera del libro in corso e in via di conclusione (la riunione era sempre il sabato pomeriggio).
Dopo un po’ il gruppo è diventato un sodalizio tra amiche, sempre serie e professionali come sanno essere le donne, ma legate da un vero affetto e da un sostegno reciproco.
Quando ho pensato a un nome da dare alla casa editrice, quale meglio di astoria con le sue implicazioni di scambi, di consigli, di letture condivise, di timori comuni sul successo o meno di un libro, di sostegno personale e professionale?
Inoltre non mi dispiace affatto pensare che una casa editrice possa ospitare autori e lettori, cercando di farli sentire il più possibile a proprio agio, liberi di entrare e uscire, proprio come un albergo.

12650831_10207568208156153_1225828758961184607_nMa veniamo al romanzo. La Fattoria delle Magre consolazioni è il romanzo d’esordio della giornalista Stella Gibbons, pubblicato nel 1932.  E’ un romanzo ironico, pungente, irriverente e moderno (tanto da essere stato bandito in Irlanda perché promuove apertamente la pratica della contraccezione) ambientato nel Sussex. Flora Poste, la protagonista, rimane orfana a vent’anni e, invece di preoccuparsi di quale lavoro fare per mantenersi, decide con molta naturalezza e determinazione di scrivere a dei parenti sconosciuti per farsi ospitare e mantenere. Sceglie, tra quattro famiglie, quella che la incuriosisce di più: i Desoladder, agricoltori che vivono in una fattoria in rovina legati a doppio filo alla dispotica zia Ada Funesta, in apparenza impazzita dopo aver visto “qualcosa di orribile nella legnaia”. Quando Flora arriva alla fattoria non ha il minimo scoramento, anzi. Si rifiuta di farsi trascinare nel mondo eccentrico e pazzesco dei Desoladder, e subito elabora un piano per sistemare la situazione. Già la scelta dei nomi è geniale. Le mucche si chiamano Rozza, Senza Scopo, Inetta e Superflua. Il paese più vicino Lamentum. E poi Mr Cymice, Mark Dolour, Richard Falco-Monitore. Flora non è l’eroina fragile e indifesa, affranta dal lutto e sola. E’ determinata, positiva e me la immagino incedere sempre a testa alta, sicura di sé. Il piano riesce nel migliore dei modi, anche se, in tutta sincerità, ho trovato il finale quasi affrettato. Ma è una commedia brillante, fresca che merita il massimo dei voti.

Astoria ha una nuova, affiatata lettrice!

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