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Scrittura e riscrittura: un mondo da esplorare.

Proprio in questi giorni mi è stato chiesto di scrivere uno spin-off a scelta tra i miei romanzi. Nello stesso momento ho letto un articolo molto interessante sulla riscrittura (potete trovarlo qui: https://rosapercaso.wordpress.com/2016/01/26/manuale-di-riscrittura-creativa3/ ) e questo mi ha portato a riflettere su un altro lato dello scrivere al quale non avevo prestato la dovuta attenzione. Per chi non fosse del mestiere, uno spin-off è “nel mondo dei media, un film, una fiction televisiva, un fumetto, un romanzo o un videogioco ricavati elaborando elementi di sfondo di una serie o di un’opera precedente (o traendo spunto da uno dei suoi personaggi)”. Wikipedia docet.

Non avevo mai preso in considerazione la possibilità di riprendere in mano uno dei miei romanzi e approfondire qualcuno dei personaggi secondari. Una volta conclusa una storia, ho sempre guardato avanti, alla ricerca di altri stimoli, spunti, temi. I personaggi secondari, si sa, esistono e sono funzionali al racconto, e non vengono trattati alla stregua dei principali. Giustamente direi: per quanto siano importanti non sono gli attori principali e non possono togliere loro la scena. Io amo arricchire i miei romanzi con diversi personaggi, rendono la storia più viva e verosimile. Ne esistono alcuni il cui fascino scalpita dietro le quinte e gli spin-off sono un ottimo stratagemma per regalare loro alcuni momenti sotto le luci dei riflettori. Certo, si potrebbe optare per scrivere delle serie, ma al momento sono incline a scrivere romanzi auto-conclusivi.

Non vi svelerò nulla sullo spin-off al momento: uscirà tra non più di due settimane e spero vi catturerà quanto ha fatto con me nello scriverlo. Quello che trovo affascinante, di questo lato della riscrittura, lo dice perfettamente la bravissima autrice dell’articolo che vi ho citato sopra: riscrivere è come sbirciare sotto la storia originaria, per scoprire che cosa nasconde. Approfondire la personalità di un personaggio,  riscoprire un luogo da angolazioni differenti, realizzare che ci sono temi, o legami, che non abbiamo avuto l’accortezza, il coraggio o la preparazione per affrontare prima.

Non vorrei sembrarvi un tantino fuori di testa (non che non alberghi in me un pizzico di follia, ma ora sono seria) ma quando ho “incontrato” di nuovo questo personaggio, protagonista secondario di una storia che ho amato moltissimo, mi sono emozionata. Come quando si incontra una persona dopo tanto tempo, alla quale magari non pensavi nemmeno più, ma il cui incontro ti suscita piacevoli ricordi. Ed emozioni. Ti chiedi cosa abbia fatto nel frattempo, se è sereno, se ha realizzato alcuni dei suoi obiettivi. O sogni. Così è stato in questo caso, e adesso mi sento spronata a ritornare a quanto già pubblicato per riscriverlo, viverlo da un’altra prospettiva. Per poter dare la parola a chi non ha potuto dire la sua, guardare con occhi differenti il cuore della storia e capire, se ancora non è successo, quanto di mio c’è in ognuna di esse e se sono stata abbastanza in gamba da crescere con loro. E attraverso di loro.

Tutto questo per dire che non passa giorno in cui non mi imbatta n una nuova sfida, che la scrittura è un universo immenso, ci fa sentire nudi e vulnerabili ma ci costringe a non fermarci in superficie, a metterci in gioco, sfidare i timori e affrontare la parte più nascosta e protetta di noi stessi. Sono grata a chi mi dà sempre stimoli (spesso sotto forma di metaforici calci nel sedere) e idee. Amo le sfide, insieme a un umano timore mi spingono a mettermi sempre in gioco: ci sono così tante strade da scoprire e percorrere e io non sono mai stata brava a stare ferma.

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