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La commedia romantica – Roma 18 Aprile 2015

Non poteva che essere una giornata emozionante: per la prima volta mi sono trovata a parlare a fianco di professionisti della scrittura, di fronte ad un pubblico di altrettanti professionisti del settore: scrittori, editori e blogger. Mi dicono che ho parlato un italiano corretto e sensato, dunque non posso che essere soddisfatta visto che non ricordo cosa ho detto!

Ma partiamo dall’inizio. Alla mattina la parola spettava ai rappresentanti di alcune

Valentina Rossi, Maria Paola Romeo, Loredana Cornero
Valentina Rossi, Maria Paola Romeo, Loredana Cornero

importanti case editrici, moderati dalla brillante Loredana Cornero. Scegliere lei per introdurre e condurre una giornata sulla commedia romantica è stata, a mio parere, una mossa molto indovinata. La Cornero non è una fanciulla indifesa in attesa del principe azzurro che la strappi dalle grinfie della strega cattiva e la conduca con sé nel suo splendido castello. Come lei stessa ci ha tenuto a sottolineare, “Vai dove ti porta il cuore poi fatti venire a prendere dal cervello.” Molto più brutalmente, a suo parere, il Principe Azzurro non esiste. E come darle torto? In realtà non lo credono nemmeno le lettrici di commedia romantica. O almeno non tutte. Però hanno voglia di sognare. Come ha sottolineato Isabella Fracon della Delos Books la commedia romantica ha molto successo nei periodi più difficili, come in questi anni in cui tante cose attorno a noi sembrano sfasciarsi e scivolare via tra le dita. Le persone hanno voglia di sognare, hanno bisogno di emozioni e leggerezza. Attenzione però. Leggerezza non è sinonimo di superficialità. La storia che ci apprestiamo a leggere, oppure a scrivere,

Alice Di Stefano e Isabella Fracon
Alice Di Stefano e Isabella Fracon

deve essere coinvolgente, trasmetterci emozioni, i personaggi e la storia devono avere un loro spessore e una loro coerenza. E qui veniamo all’elemento che trova concordi tutti i presenti: la qualità è fondamentale. Così come il lieto fine. Poi c’è chi predilige le storie più classiche e romantiche, chi auspica la presenza di qualche elemento di originalità, chi apprezza i personaggi più reali e travagliati. L’importante è che la lettura ci faccia stare bene. Ho apprezzato l’onestà di Valentina Rossi della Sperling & Kupfer la quale, senza mezze parole, ci ha ricordato che una casa editrice non può sfogliare verze (splendida metafora) ma che alla fine deve portare a casa un risultato.

Interessante l’interrogativo posto da Loredana Cornero sul perché un autore dovrebbe rivolgersi ad una casa editrice piuttosto che scegliere l’auto pubblicazione, che sta spopolando e con la quale, nei paesi anglosassoni, numerose autrici stanno realizzando grossi guadagni. Non sto a specificare le motivazioni, prevedibili e ragionevoli, addotte dagli editori. Professionalità, esperienza, qualità. Come dar loro torto? In questo momento siamo in una fase di transizione, in cui è davvero difficile dare una risposta a questo

Valentina Rossi Sperling & Kupfer
Valentina Rossi Sperling & Kupfer

interrogativo. L’auto pubblicazione ha aperto le porte a un mondo di personaggi i quali, vuoi per mancanza di esperienza, carenza di mezzi o di umiltà, non sta rendendo le cose facili a chi decide di intraprendere con professionalità questa strada. Certo, la qualità prima o poi paga, ma il mondo virtuale è di un’immensità tale da che anche questo non è più una garanzia. Rischi di perderti, annegare, impantanarti tra milioni di titoli, offerte, proposte. Chi desidera pubblicare da sé il proprio romanzo deve tenere in considerazione alcuni elementi fondamentali: la propria creatura deve passare sotto le mani di un editor esperto e professionista. Non della mamma o l’amica del cuore che correggono i refusi. La scelta del titolo e della copertina, così come la redazione di una sinossi accattivante, non sono dettagli trascurabili che possano essere decisi a sentimento. Così come la promozione. Se si segue un percorso mirato alla qualità finale del prodotto, con tanta umiltà e dedizione, allora una Casa Editrice tradizionale deve sudare sette camicie per dimostrare di essere indispensabile. Ma, come ho precisato in precedenza, stiamo attraversando un momento in cui tutto è confuso, le dinamiche tradizionale stanno perdendo terreno e ci sono ottime potenzialità per tutti, autori self e case editrici, se si alza lo sguardo dalla scrivania e ci si guarda attorno con un po’ di lungimiranza.

Gabriella Giacometti & Elisabetta Flumeri, Simona Morani, Sabrina Grementieri, Viviana Giorgi, Giulia Alberico, Sarah Rabolini, Diego Galdino, Valeria Luzi, Lisa Lorenzi.
Gabriella Giacometti & Elisabetta Flumeri, Simona Morani, Sabrina Grementieri, Viviana Giorgi, Giulia Alberico, Sarah Rabolini, Diego Galdino, Valeria Luzi, Lisa Lorenzi.

Così come la mattinata, anche il pomeriggio è volato, tra chiacchiere, confidenze e curiosità. Anche in questo caso la moderatrice, Giulia Alberico, è stata molto brava ad individuare spunti e curiosità di questo affascinante mondo della scrittura. Da dove prendiamo le idee per le nostre storie, quando scriviamo, come lo facciamo, ossia se siamo metodici o improvvisatori. Qual’è il momento migliore della giornata per scrivere, quando ci vengono le idee migliori e così via. Mi sono davvero divertita, il confronto è stato stimolante e ho apprezzato la semplicità e il calore dei miei colleghi più esperti.

Del mio breve tour guidato della capitale ve ne parlerò attraverso alcune foto: non c’è mezzo migliore, oltre alla scrittura, per rendere il fascino di questa città.

Alla prossima!

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