Il calore della neve

Esce il 23 Ottobre 2018 in tutte le librerie e negli store online IL CALORE DELLA NEVE, pubblicato da Fabbri Editori.   La storia è ambientata nelle fiabesche e imponenti montagne delle Dolomiti, dove una giovane donna è pronta a combattere per suo figlio e per il proprio diritto ad amare.

Sinossi

Le montagne dell’Alto Adige, il maso di famiglia e un bimbo di tre anni. Sono queste le cose a cui Angelika, caparbia ventiquattrenne, non rinuncerebbe mai. E per Matthias, il figlio avuto da una breve relazione con Riccardo, Angelika è disposta a tutto. L’ha cresciuto da sola, senza dire nulla al padre: sapeva che i loro due mondi – lei precaria maestra di sci, lui giovane milanese di ottima famiglia – erano inconciliabili e che quel figlio non era frutto dell’amore, ma di un desiderio infuocato che li ha travolti per un paio di settimane, per poi sciogliersi come neve ai primi cenni di primavera. Così Angie si è dedicata completamente al piccolo, impedendosi persino di lasciarsi distrarre da un amore vero, maturo e potente: Rio è sempre stato un amico per lei e Matthias, ma adesso quel sentimento è cresciuto trasformandosi in qualcosa di molto più profondo, che freme per liberarsi dal bozzolo e spiegare le sue ali. Ma quando Riccardo torna
a farsi vivo, tutto cambia: la vita di Angelika e delle persone che le vogliono bene si ritrova improvvisamente in bilico, sull’orlo del precipizio.
Un romanzo gioioso e delicato, immerso nelle vallate innevate delle Dolomiti, dove le passioni scaldano la pelle e gli imprevisti confondono il cuore.

Incipit

Le luci posteriori del treno erano scomparse oltre la curva, mentre il rumore scemava con la lentezza dei titoli di coda di un film. Ferma sulla banchina della piccola stazione di montagna, lo zaino in spalla e il trolley appoggiato accanto ai piedi, Angelika lasciò che il silenzio l’avvolgesse. Inspirò a fondo e sollevò il viso al cielo, dove impalpabili fiocchi di neve galleggiavano in preda alle correnti. Finalmente a casa. Era stata via solo pochi giorni, in realtà: visita d’obbligo ai genitori in città prima del Natale. Ma ogni volta che rientrava sentiva il cuore fare una capriola nel petto. Non amava le città: i rumori costanti, l’aria viziata, i palazzi che incombevano soffocanti sulle strade incor- niciando piccoli francobolli di azzurro. Non si poteva ammirare un cielo stellato: le notti non erano davvero tali, rischiarate costantemente da lampioni, fari, segnaletiche luminose. Non amava nemmeno le visite ai due illustri professori universitari che l’avevano messa al mondo: il legame biologico che li uni- va non era supportato da alcun particolare affetto reciproco. Se non fosse stato per la cocciutaggine di Rita, Angelika non avrebbe mandato loro nemmeno una cartolina di auguri. Ma la nonna era una vera montanara: tenace, dura e dal cuore grande.

Afferrò il trolley mentre un sorriso le si apriva sul viso punteggiato di lentiggini e si diresse all’uscita: era tornata a casa e il resto non aveva alcuna importanza. L’aria era frizzante e i fiocchi sembravano scendere più fitti e decisi: si augurò di non dover attendere troppo l’autobus che l’avrebbe portata in paese. San Silvestro era composto da una manciata di case adagiate in fondo a una valle chiusa, abbracciato e protetto per tre quarti da montagne alte e imponenti. C’era la chiesa con il campanile a cipolla, due bar e un nuovo supermer- cato che aveva inglobato il fornaio, il giornalaio, il negozio di alimentari e quello di ferramenta. Il fiume abbracciava il confine occidentale del borgo, le piste da fondo si perdevano all’interno della valle e gli impianti di risalita erano l’unica concessione a ferro, vetro, acciaio e cemento.

«Bentornata.»

Angelika sussultò sorpresa, ma quella voce inconfondibile le strappò un sorriso.

«Vuoi farmi morire di spavento?» esclamò all’uomo appoggiato pigramente al cofano di un fuoristrada nero, con un berretto di lana calato sulla fronte e spolverato di neve. «Che ci fai qui?»

«Anche io sono contento di vederti» replicò lui, gli occhi scuri che brillavano divertiti. «Spero tu abbia fatto buon viaggio.»

«Ah-ah-ah» scimmiottò Angelika abbandonando il trolley sotto la neve e gettandosi tra le sue braccia.

Florian Mair era il figlio inequivocabile di quelle terre. Un metro e ottanta di altezza, aveva un fisico asciutto e occhi scuri e sospettosi. In apparenza burbero e scontroso, a causa della sua predilezione per i fatti a discapito delle parole, era un amico leale e fidato. E aveva una stretta d’acciaio.

«Il viaggio di ritorno è stato una passeggiata.» Angelika si sciolse dall’abbraccio, regalando al suo migliore amico un sorriso sbarazzino. «A ogni chilometro macinato mi sentivo più leggera. E per i prossimi mesi nessuno mi porterà lontano da qui!»

«Ok» borbottò Florian, non accennando a muoversi. «I tuoi stanno bene?»

«Benissimo. Mi hanno rifilato gli stessi amorevoli consigli dell’ultima volta. Con le stesse parole. E gli stessi commenti carichi di disapprovazione. Credo che diraderò le visite.»

«Sono i tuoi genitori.»
Angelika lo guardò di traverso.
«Sei venuto per accompagnarmi a casa?» sorrise, determinata a chiudere l’argomento.
«Hai pranzato?»
«No. Ma negli ultimi giorni la mamma si è preoccupata di attaccare un po’ di ciccia a queste ossa. Sue testuali parole. In realtà voleva che facessi da cavia ai suoi esperimenti di cucina francese.»

Angelika aprì con disinvoltura il portellone posteriore del fuoristrada gettando malamente il trolley al suo interno.

«Quest’affare pesa tantissimo» brontolò, poi sospirò di sollievo. «Su, andiamo a casa. Ora non ho fame, ma tu sei invitato a cena da noi questa sera.» Fece il giro dell’auto e afferrò la maniglia della portiera del guidatore.

«Cosa credi di fare?» Con due falcate agili e silenziose Florian l’aveva raggiunta, bloccando la portiera.

«Guidare?» tentò lei, sbattendo candidamente le lunghe ciglia scure.

«Sparisci» sibilò l’uomo abbassando il viso su di lei.

Angelika sbuffò. Non sarebbe riuscita ad aprire quella portiera nemmeno puntando i piedi contro la carrozzeria: aveva già avuto modo di sperimentare la tempra d’acciaio dell’amico. Raggiunse il posto del passeggero e si sedette con irruenza, scrollando all’interno dell’abitacolo la neve che si era posata sui corti riccioli rossi.

«Soddisfatta?» brontolò Florian guardando i fiocchi sciogliersi sul cruscotto e sui sedili.

Angelika sogghignò, accomodandosi meglio e allacciando la cintura di sicurezza.

«Novità?» domandò serafica.
«Sei stata via solo una settimana.»
«Ah, dimenticavo! Se anche fosse accaduto qualcosa tu saresti l’ultimo a saperlo.»
Lui mise in moto senza degnarla di una risposta. Angelika si allungò verso di lui e lo baciò sulla guancia.
«Grazie per essere venuto a prendermi.»
Florian fece un impercettibile movimento con la testa, poi si concentrò sulla strada imbiancata.
«Casa dolce casa» sospirò Angelika. Un sorriso soddisfatto le incurvò le labbra screpolate dal freddo. Lo sguardo scivolò oltre il finestrino dove un fronte compatto di nuvole basse e scure impediva la vista. La neve scendeva copiosa, rendendo uniforme il colore del paesaggio, ma non importava. Lei conosceva ogni angolo di quelle montagne e in quel momento le bastava godersi quegli ultimi attimi di pace prima di mettere piede in casa e gettarsi a capofitto in quella baraonda che era la sua vita. Sorrise piena di aspettativa: non vedeva l’ora di essere a casa.

Dicono de Il Calore della Neve:

  • “Una scrittura fluida, scorrevole, mai appesantita da parole retoriche, quella di Sabrina. Uno stile chiaro e fresco, pulito.”

http://www.causaedeffetto.it/2018/10/23/esce-oggi-il-nuovo-romanzo-di-sabrina-grementieri-il-calore-della-neve/?fbclid=IwAR0yKrJGtF8SNq7xGL3ZOIvRkBfRBxwqg7bpZzUVJiBuZ0aYh0jcBC6Zce0

 

  • “Questo romanzo è un inno all’amore, in tutte le sue sfumature dalle più elevate alle più istintive. La storia di Angie è quella di una donna che ama: ama il suo lavoro, ama il territorio in cui vive, ama la sua famiglia, la sua casa, ama il figlio più di se stessa e si annulla per lui, ama la passione e l’adrenalina,

https://crazyforromance.blogspot.com/2018/10/il-calore-della-neve-sabrina-grementieri-gratis-recensione-pdf-trama.html 

 

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Iniziare un nuovo cammino ci spaventa, ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi. Cit.