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Libriamoci: letture nelle scuole.

Una bellissima esperienza. Queste sono le prime parole che mi vengono in mente se penso alle tre ore trascorse con i ragazzi dei poli liceali in occasione di Libriamoci,  l’iniziativa di letture ad alta voce promossa dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT) con il Centro per il libro e la lettura e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) con la Direzione Generale per lo Studente.

img_4761Devo però essere del tutto sincera e ammettere che, non appena ho saputo che avrei dovuto fare le letture in due licei della mia città invece che nelle scuole elementari, ho vissuto attimi di panico. Non ho mai avuto occasioni per relazionarmi con gli adolescenti: i miei figli sono ancora piccoli e, anche in ambito sportivo dove lavoro, ho sempre avuto a che fare con bambini di non più di dieci anni. La mia preoccupazione era se sarei stata all’altezza, se avrei saputo rispondere alle loro domande con intelligenza e cognizione di causa. Per quanto si tenda spesso a dipingere questi ragazzi con tinte poco incoraggianti, ho sempre avuto la sensazione che siano creature sveglie e perspicaci. Per questo mi sono tuffata nelle letture da proporre come se non ci fosse un domani. Don Chisciotte, Ammaniti, Dahl: letture diversissime ma tutte appassionanti. Al momento di leggere in classe il tempo è volato.

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L’ingresso al Liceo Scientifico “Valeriani” di Imola.

Dedicare tempo alla lettura ad alta voce significa liberare l’immaginazione e intraprendere una via di formazione e di crescita: questo ci dicono i realizzatori del progetto. Voglio aggiungere, come mi hanno ricordato i ragazzi stessi, che ascoltare una lettura ad alta voce rende la storia quasi tridimensionale: più viva, vicina, intensa. E stimola la discussione, la riflessione, la condivisione. E proprio di condivisione avevo parlato qualche giorno prima durante un evento riguardante la scrittura collettiva. Ne avrei parlato volentieri anche ai ragazzi, se il tempo non fosse stato così tiranno. L’esperienza culturale è, anzitutto, momento di condivisione, rapporto con gli altri, collaborazione, interazione, avventura collettiva. Qualsiasi lavoro artistico – musicale, letterario, cinematografico – si nutre sempre dell’incontro di numerosi cervelli, esperienze e sensibilità che mettono in comune un’idea, un obiettivo, una concezione del mondo. Durante questo evento, che si è tenuto nel pomeriggio in una sala dell’Università Aperta, abbiamo sperimentato come gettare le basi di un romanzo scritto a più mani, ed è stato davvero divertente vedere personaggi, trama e ambientazione nascere dall’incontro delle idee più disparate.

La biblioteca del Liceo Classico "Rambaldi"
La biblioteca del Liceo Classico “Rambaldi”

Come mi accade sempre più spesso negli ultimi tempi, devo ringraziare tutte le persone che mi hanno permesso di vivere questa esperienza, mettermi alla prova e imparare: dalla segreteria organizzativa di Libriamoci, alle insegnanti Barbara Marabini della 1^AS del Liceo Scientifico “Valeriani” e Margherita Rossi della IV B e V A ginnasio del Liceo Classico “Rambaldi”. Ma soprattutto grazie ai ragazzi delle tre classi, interessati, curiosi e attenti. Spero che, se avranno altre domande riguardanti il mondo della scrittura, non si facciano scrupoli a cercarmi e chiedere. Come avranno notato, quando parlo di questa mia passione non c’è campanella che mi fermi!

Buon lavoro a tutti i ragazzi, non smettete di sognare e imparare perché non c’è ostacolo che le parole non possano superare. Io intanto porterò un altro progetto nelle scuole elementari: la twitteratura.  A breve gli aggiornamenti!

I ragazzi del Liceo Scientifico.
I ragazzi del Liceo Scientifico.
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