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Una seconda occasione: sei anni dopo.

Ho impiegato anni a convincermi che le storie che amavo scrivere potessero interessare a qualcuno fuori delle mura di casa. Era una passione, un hobby, qualcosa che mi piaceva fare e mi faceva stare bene. Poi è arrivato il grande giorno, la mia seconda occasione: dal 2012 ha avuto inizio un viaggio entusiasmante, impegnativo, costellato di più ostacoli di quanti avessi immaginato ma che non mi pentirò mai di avere intrapreso. Il coronamento di questo sogno sarebbe quello di poter vivere di questa passione e togliere il peso  delle ore di lavoro dalle spalle della mia famiglia. Ma, nonostante la mia abilità di compiere voli pindarici, sono consapevole che sia un desiderio difficile da realizzare.

Ciò non toglie che il riscontro dei lettori, soprattutto quando costruttivo e positivo, abbia per me un valore inestimabile. La scrittura è, tra le altre cose, comunicazione. Riuscire a suscitare emozioni in chi legge mi procura una gioia tale che ho difficoltà a esprimerla.

Più volte, negli ultimi tempi, ho ripensato ai miei primi due romanzi, Una seconda occasione Noccioli di Ciliegie. Sono consapevole della loro immaturità, il desiderio di rimetterci le mani è ogni giorno più forte. Poi mi arriva la mail di una lettrice che, con garbo, mi fa notare pregi e difetti del primogenito. Ammetto di  aver aperto la posta con un po’ di timore: le critiche non lasciano indenni nemmeno i più stoici. Quando sono arrivata in fondo, però, l’emozione si era annodata nella gola e bruciava. Potete leggere la missiva qui sotto, io non potrei renderla in modo migliore.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma la mia scrittura è cresciuta e io insieme a lei. Non potrei fermarmi nemmeno volendo, la mia indole non me lo permetterebbe. Ma non sono immune dal bisogno di incoraggiamento: dunque posso solo essere grata a chi si prende del tempo per leggermi e, soprattutto, farmelo sapere.

Grazie.

Ciao Sabrina,
spero di non disturbarti. Siccome la mia memoria è molto labile, preferisco scriverti subito, fresca di lettura, alcune considerazioni su “UNA SECONDA OCCASIONE”.
Intanto diciamo che il libro funziona, visto che  viene voglia di finirlo velocemente. Mi piace molto leggere libri di persone che conosco e indovinare dietro quale personaggio si nasconde l’autore, anche se non è espressamente autobiografico. In questo caso, Sabrina è evidentemente Greta: ottimista, intraprendente, infaticabile, profonda, non banale, contro i pregiudizi, coraggiosa, amante della natura. La storia è avvincente, chiaramente è una storia tipicamente al femminile, adatta per chi ha bisogno di rilassarsi un po’ e di concedersi ancora sogni, a prescindere dall’età. Le tematiche sono tante: il rapporto di coppia, il rapporto genitori figli, il classico triangolo lui, lei e quello di troppo, il buono, il cattivo, il confronto ricchi/poveri, per citare le principali. Il personaggio di Ian lo trovo un po’ “finto”, da “telenovela”, o non so bene come dire, per cui non è ben chiaro come possa Greta innamorarsi di lui. Forse si potevano delineare meglio i personaggi Max (il povero buono) e Lorenzo (il cattivo).
Lo stile è scorrevole e la lettura piacevole. Certo si avverte un autore ancora un po’ acerbo; “La finestra sul mare” è indubbiamente di livello superiore.
Sento che fai incontri con le scuole e mi fa molto piacere, perché credo sia l’unico modo per salvare la lettura. Quando insegnavo, ho fatto vari incontri con gli scrittori locali, Cristiano Cavina, Carlo Falconi e Carlo Lucarelli: è stato sempre un successo, gli studenti erano ammaliati.

Comunque complimenti! Sono contenta di averti conosciuta.

 

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