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Rosamunde Pilcher, grazie.

Sono trascorsi due mesi dalla morte di Rosamunde Pilcher, 94 anni, 28 romanzi e 60 milioni di copie vendute in tutto il mondo. Quando ne sono venuta a conoscenza non ho potuto fare a meno di ripensare a quando ho iniziato a leggere i suoi libri, a quanto io abbia apprezzato la sua scrittura e, con il proverbiale senno di poi, quanto mi abbia insegnato.

Ho letto gli articoli apparsi in rete, qualche commento sulle trame e la scrittura, e mi ha infastidito lo snobismo che ancora nel 2019  impera nel mondo letterario. Libri per menti semplici, rosa e sentimentali, l’aggettivo rosa virgolettato come se fosse una malattia contagiosa. Il fastidio virerebbe in irritazione, se avessi voglia di perderci del tempo. Invece preferisco pensare che il suo romanzo I cercatori di conchiglie del 1988 è rimasto per 49 settimane in testa alle classifiche del New York Times dei bestseller USA, che è stato trasposto dapprima in una miniserie TV e poi in una pièce teatrale.

Non è certo l’unica opera a essere arrivata al cinema e alla TV e, per non farsi mancare nulla, la Pilcher è stata anche decorata con l’Ordine dell’Impero britannico e con il titolo di “dame” da Elisabetta II. Nella metà degli anni ‘90 è stata citata come una delle donne con i più ricchi guadagni personali della Gran Bretagna, mentre nel 2002 le è stato assegnato il British Tourism Award per la sua promozione – per via letteraria – dell’isola.

In verità non volevo scrivere di Rosamunde Pilcher per elencare successi che tutti possiamo trovare in rete. Successi meritati che parlano da soli.

Queste poche righe sono un modesto tributo, un ringraziamento a una grande donna che mi ha fatto capire quanto le ambientazioni siano importanti in un romanzo, tanto da diventare per me un vero e proprio co-protagonista. Leggendo le sue storie ho respirato l’aria salmastra della Cornovaglia, guardato le onde infrangersi sugli scogli e udito il loro ruggito. Ho lasciato correre lo sguardo sulle colline ondulate della mia amata Scozia, che si susseguono fino all’orizzonte per poi tuffarcisi.  Con il suo stile delicato, armonioso e asciutto, mi ha permesso di condividere sentimenti ed emozioni vissute dai protagonisti, senza mai scivolare nello stucchevole e sempre con un occhio disincantato.

Di certo nella mia libreria i suoi libri, lì da quasi 20 anni, hanno sempre avuto un posto importante. E ora sono diventati più preziosi che mai.

 

<> on June 7, 2012 in Berlin, Germany.
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