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Se un giorno, all’improvviso.

Mi chiedono spesso da dove nascano le idee per scrivere un romanzo e ricordo che, i primi tempi, la domanda mi coglieva impreparata. Non che non lo sapessi, naturalmente, ma il processo era talmente istintivo che richiedeva un momento di riflessione per renderlo intelligibile, prima di tutto a me stessa.

La risposta, in realtà, è molto semplice: nel quotidiano troviamo così tanti spunti che non basterebbero due vite per trasformarli tutti in nuove storie. Mi capita sempre più di frequente di incontrare persone che, quando scoprono di cosa mi occupo, esclamano: “Se ti raccontassi la mia storia, sai che romanzo ne verrebbe fuori!”  Ma non è necessario avere avuto una vita avventurosa e ricca di esperienze oppure, al contrario, dolorosa e sfortunata, perché meriti di essere raccontata.

Quello che scatena di più la mia fantasia sono i dettagli. L’uomo che sale sul treno tutte le mattine, si guarda attorno con gli occhi bassi e cerca il posto accanto al finestrino, con lo sguardo rivolto alla direzione del viaggio.  Poi apre un piccolo quaderno dalla copertina scura e vi si immerge, tagliando fuori il mondo rumoroso attorno a lui. Quante cose suggeriscono quello sguardo rivolto a terra, la fretta di isolarsi dagli altri e quei movimenti ogni giorno uguali a se stessi. Cosa accadrebbe se qualcuno si avvicinasse e spezzasse quel silenzio? Come reagirebbe quell’uomo, che ogni giorno erge un muro invalicabile attorno a sé?

La ragazza con le cuffie nelle orecchie, che cammina tra le corsie del supermercato, qualche pacchetto in bilico tra le braccia e le labbra che sussurrano parole che nessuno può sentire. Sembra persa nel proprio mondo di note, sogni e parole. Ma se l’uomo che da qualche tempo la osserva decidesse di fermarla e offrirle un caffè, come reagirebbe? Lo rifiuterebbe infastidita? O lo accoglierebbe nella propria vita come una parentesi inaspettata?

La donna elegante e dal passo deciso, che entra trafelata in piscina con un bimbo stretto in ciascuna mano, scende con loro nelle viscere umide del palazzetto e li aiuta a prepararsi. Sbrigativa e a volte brusca, prima di lasciarli andare lancia loro un’occhiata insieme dolce ed esausta che parla di gioie e sacrifici, di stanchezza e determinazione.

Cosa accadrebbe se, un giorno, all’improvviso, in questa quotidianità, in questi gesti ripetuti, qualcosa si intrufolasse e stravolgesse la routine?  Come affronterebbero gli imprevisti, i nostri protagonisti? Una parola, un gesto, uno sguardo, che pennellano con una luce nuova una esistenza che, anche se scelta e apprezzata, a volte smarrisce i propri colori. E su questa improvvisa pagina bianca la penna trema curiosa. Ma il richiamo del foglio intonso è troppo forte per noi amanti delle parole e non c’è ostacolo che possa fermare il desiderio di vivere nuove avventure, camminare su sentieri non calpestati indossando abiti non nostri, dipingere  emozioni così intense da renderle reali.

È questo l’inizio di un nuovo viaggio.

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