Tempo di desideri

Sono bravi i professionisti di comunicazione, web marketing, editoria, che ti propongono corsi allettanti su come diventare un perfetto imprenditore di te stesso. Vuoi pubblicare il tuo romanzo con successo? Vuoi conoscere le regole per una promozione ottimale? Sai promuoverti sul web in maniera produttiva? Hai Facebook, Instagram, Twitter, Linkedin, Pinterest e Tik Tok? Tutti consigli utili e interessanti, se forniti da qualcuno competente nel proprio ambito.

Non ho trovato però ancora nessuno che sappia consigliarmi come fermare il tempo. Come aumentare le ore di un giorno. Come fare magicamente tutte le cose sopra citate dopo essere stata al lavoro, aver sedato le risse dei bambini, scavato un corridoio per casa per raggiungere le varie stanze e tutte le altre innumerevoli incombenze di cui non starò a tediarvi.

Io proprio non ne sono capace. A onor del vero devo ammettere che non sono nemmeno maestra in disciplina. Però mi impegno. Per esempio su Facebook, che frequento piuttosto spesso, mi sento abbastanza brava: so anche sponsorizzare i post che ritengo più meritevoli! Peccato poi che al primo bug (il cui significato mi ha spiegato esaurientemente mio figlio di 9 anni!) non sappia più come fare: sono due giorni che cerco di promuovere un articolo senza successo, sebbene l’abbia fatto fino all’altro ieri!

Prendiamo per esempio questo sito, che ho voluto con tutte le mie forze e che ha realizzato una webmaster molto paziente, oltre che brava. Desidero davvero aggiornarlo spesso, con notizie legate ai libri, alla scrittura, un po’ di attualità e qualche pensiero più personale. Ho iniziato dandomi scadenze settimanali che ho anche rispettato, per un certo periodo. Poi non so cos’è successo, ma il tempo mi è schizzato via dalle mani alla velocità di una saponetta bagnata.

La scorsa settimana è accaduto un evento per me molto importante, che ho aspettato con trepidazione e un pizzico di ansia: l’uscita del mio nuovo romanzo con Fabbri Editori, Esprimi un desiderio. Una storia che ho amato scrivere, che mi ha appassionato e anche fatto un po’ penare in fase di stesura. Nel momento in cui è andato in stampa mi sono lanciata in mille buoni propositi su come creare un po’ di suspence in attesa dell’uscita e la promozione successiva.

Il risultato è stato che non ne ho parlato in anteprima, non l’ho quasi fatto nel giorno dell’uscita in libreria e mi sto accingendo a farlo solo ora, dopo ben 10 giorni. Eppure ho già ricevuto commenti e recensioni bellissime da perfetti sconosciuti, ma ho lasciato che la frenesia quotidiana mi tenesse sempre impegnata altrove. La mia ammirazione per chi riesce a fare tutte le cose di cui si parlava cresce ogni giorno in maniera esponenziale.

Ora che finalmente sono qui, però, desidero farvi conoscere la storia di Francesca, Esmeralda, Giulio e Riccardo. E della splendida Maremma Toscana.

“Francesca ha quarant’anni, un (quasi) ex marito arrogante e meschino, due figli che stanno lasciando il nido e una madre anaffettiva. La sua è un’esistenza in gabbia, in cui il vuoto è ormai diventato una presenza dolorosa e costante. Quando si guarda allo specchio prova un senso di smarrimento da togliere il fiato, ma è proprio nel momento in cui la vita sembra averle già svelato tutto che il vento inizia a cambiare. Un vento toscano, che la porta a trascorrere l’estate da sola in Maremma allontanandosi dalla quotidianità e da ciò che conosce. A contatto con la natura e con passioni che credeva dimenticate, Francesca farà i conti con i sensi di colpa, con ciò che gli altri si aspettano da lei e con ciò che lei desidera veramente. E imparerà che prima di prendersi cura degli altri, deve imparare a prendersi cura di se stessa.”

Questo il commento di una delle prime lettrici, che mi ha commosso in modo particolare: “Mi sono sentita la protagonista della storia e ho riscoperto sensazioni che appartengono al passato. Tutto questo merito della capacità descrittiva dell’autrice, brava nel trasmettere emozioni. […] Nel leggerlo si trovano tante risposte e ci si identifica nella storia. Per tanti anni sono stata Francesca.”

Ho pensato che, per quanto mi piacerebbe davvero essere migliore in tante cose, quella più importante è dedicarmi alla scrittura. Per meritare ancora certi messaggi da chi, a sua volta preso dagli impegni quotidiani, ha deciso di dedicare un po’ del proprio tempo prezioso alle mie storie.

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Un commento su “Tempo di desideri”

  1. Questo libro avrà un posto speciale nei miei ricordi, perché ho avuto la fortuna di potermelo gustare in un periodo della mia vita che mai avrei pensato di dover attraversare: un’emergenza sanitaria a livello mondiale.
    E mai come ora il titolo “Esprimi un desiderio” è adatto alla clausura forzata che siamo costretti a vivere.
    Devo ringraziare la mia cara amica Sabrina per avermi regalato la possibilità di andare in Maremma (terra che adoro) pur restando chiusa tra le mura di casa mia. Mi è bastato esprimere il desiderio e ho potuto sentire l’odore del mare, lo sciabordio delle onde, i profumi della tenuta tra le colline immerse in colori vivaci e brillanti, vedere il cielo di notte, sentire il frinire delle cicale, camminare tra i filari delle viti, vedere gli ulivi e, cosa ancor più straordinaria, riassaporare il piacere di andare a cavallo.
    Quale desiderio avrei voluto che si avverasse se non quello di poter evadere con la mente e vivere sulla pelle tutte quelle emozioni che solo la natura, nelle sue straordinarie sfaccettature, ci può regalare, proprio ora che siamo costretti nel perimetro delle nostre abitazioni. Tutto questo grazie allo stile fresco e genuino che contraddistingue il libro.
    Per non parlare della protagonista, Francesca, donna nella quale ogni lettrice riesce a trovare qualcosa di sé.
    Una madre, una moglie, una persona ferita che cerca disperatamente quella boccata d’aria che le serve per ritrovare se stessa, per spiccare il volo, per vivere la vita che la realizzi pienamente e senza quei sensi di colpa che l’hanno sempre ostacolata nelle scelte di ogni giorno.
    Le pagine scorrono via leggere, piacevoli come la brezza del vento, come il profumo del caffè che ricorre spesso nel romanzo. Piccoli dettagli che rendono tutto reale, vivo, quotidiano.
    La storia è delicata, fatta di realtà, di vita vissuta, di problemi concreti e difficoltà da superare.
    Ancora una volta la chiave per la felicità sarà l’amore, quello vero, sincero, quello che Francesca riuscirà a donare con ancora maggior forza, nell’istante in cui capirà veramente chi è e ciò che vuole diventare.

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