Un luogo dove rinascere.

C’è questa casa, ai piedi del Monte Amiata, con i muri di grosse pietre e i soffitti attraversati da robuste travi in legno. Verso il mare, e il tramonto, un portico corre lungo tutta la parete. Si raggiunge con una strada sterrata, cinque chilometri di sassi e una nuvola di polvere che ti segue come un’ombra.

Tutt’attorno, le colline si susseguono morbide fino all’orizzonte. Non esistono rumori, se non una musica naturale fatta di fruscii di vento, cinguettii e belare di pecore. Poche case punteggiano le colline, meno delle greggi che spiccano bianche sul verde dei prati.

Questa, di casa, indossa almeno cento primavere e, se ascolti bene, puoi sentire i sussurri delle vite passate scivolare tra le pareti.

La prima volta che sono arrivata qui, ho parcheggiato l’auto nel cortile e ho spento il motore. Poi ho trattenuto il fiato mentre osservavo il nulla infinito che mi circondava. E mi sono sentita in pace.

È difficile da spiegare, come una persona socievole e affamata di relazioni non si faccia spaventare da tanta solitudine. Non importa molto, spiegarlo, né a me né a nessun altro; le poche volte che sono stata costretta a farlo mi sono ritrovata sguardi scettici e compassionevoli.

E poi, è da spiegare il desiderio di ritmi più umani, di spazio e tempo per respirare e pensare, di silenzio?

Siamo una generazione strattonata da un passato fatto di pochi beni e tante regole e da un futuro frenetico e tecnologico al quale non riusciamo ad adeguarci. Guardiamo i nostri figli con stupore e perplessità, osserviamo la velocità con cui si adattano alle situazioni più complesse, la naturalezza con la quale danno per scontati i loro innumerevoli diritti.

Noi, invece, almeno un dovere lo abbiamo: quello di prenderci cura di noi stessi.

Qui, la notte non fa paura. È silenziosa, imponente, sovrana incontrastata. Non ha bisogno di incutere timore per ricevere rispetto. Quando srotola il tappeto di brillanti sopra le colline non c’è più spazio per le parole. Solo stupore, gratitudine e pace. E l’impagabile, spesso inarrivabile sensazione di sentirsi nel posto giusto, al momento giusto.

Ho parlato spesso del mio amore per i viaggi, per i luoghi e, soprattutto, per la montagna. Di rado, invece, ho scritto dei momenti bui che arrivano all’improvviso, oscurano il sole e privano dell’energia. Ma ci sono. E quando si è sommersi quasi fino al collo, c’è un posto la cui atmosfera ha il dono di lenire ogni ferita, ed è la Maremma.

Qui l’aria ha una consistenza diversa. È carezzevole e positiva. Sono stata centinaia di volte in queste terre, con umori e per motivi differenti. Ma ogni volta è stato un ritrovare l’equilibrio, il proprio posto nel mondo, la giusta collocazione di tutti i tasselli.

E questa casa, dove non posso fare a meno di tornare, è rassicurante come un abbraccio materno.

 

Questa casa esiste davvero, si chiama Poggio al Toro  ed è a Scansano, nella Maremma Toscana. Un luogo incantevole, quasi fiabesco, abitato da persone deliziose. 

 

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