L’intensità di un attimo.

Tra i miei innumerevoli difetti si è sempre distinta l’incapacità di godere dell’attimo. Ho impiegato più di metà della mia vita a riconoscerlo e l’altra metà a lavorarci. Con molto (forse troppo) orgoglio devo ammettere che sto imparando: non mi riesce sempre, forse nemmeno spesso, ma ci sono momenti che ho assaporato davvero fino in fondo.

Fu il mio allora non ancora marito a farmelo notare. Eravamo seduti su un terrazzino di una casa nell’isola di Ios: pareti di un bianco abbagliante e, sotto di noi, il mare color turchese. Stavamo cenando e io me ne uscii con un: ” La prossima vacanza potremmo farla a…“ Non ricordo dove, ma la mia mente non era già più lì. Eravamo arrivati da poco e io stavo già pensando al viaggio successivo. Subito ci rimasi male, di fronte alla sua constatazione, e cercai di negare. Ma con il tempo ho dovuto riconoscere che era la verità.

La mia mente lavora a ritmo serrato, continuo, alimentata da una curiosità insaziabile. E mi rende cieca al momento che sto vivendo, proiettandomi sempre nel futuro.

Gli anni passano veloci e, complice il timore di non vivere abbastanza avventure, sono diventata più abile nell’assaporare le cose: gli incontri, i luoghi, le atmosfere. E accade di accorgerti che la vita non ti sta più correndo accanto senza rallentare. Ma ti sta attraversando con tutta la sua intensità.

Così scopri che ci sono esperienze che ti entrano sotto pelle come una marea, spazzano via ansie e paure e ti regalano la tregua. Sono così potenti e rispettose che saziano ogni sete. Ogni molecola è presente in quel luogo e in quel momento. Non c’è passato né futuro: solo quell’attimo. È una sensazione indescrivibile, non c’è nemmeno il desiderio di trovare le parole giuste per definirla. L’unica esigenza è viverla. E quando la marea si ritira, lenta come un amante che scivola fuori dal letto attento a non svegliarti, la sensazione di appagamento non ha eguali.

Ciò che quest’ultima volta ha reso tutto differente è stato il desiderio di casa. La sottile malinconia di lasciare un luogo e persone speciali è stato accompagnato dal piacere di rientrare alla base, in quel porto sicuro in mancanza del quale non potrei mai ripartire.

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